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Quando circa 4 anni fa mi avvicinai maggiormente al mondo creditizio, che conoscevo solo trasversalmente grazie ai mutui erogati dal gruppo immobiliare che dirigevo, mi sono trovato davanti ad un muro di difficoltà che Banche e Finanziarie creavano ai mediatori creditizi. In effetti fino ad allora, ai mediatori, era concesso occuparsi di mutui e parzialmente di leasing e cessioni del V. La crescita della concorrenza ( banche estere, banche minori, finanziarie 106 e 107 ) ha permesso pian piano di allargare la gamma dei prodotti, che oggi è estesa a 360° su tutti i prodotti creditizi disponibili. Nel giro di pochi mesi gli Istituti passarono da una diffidenza diffusa nei confronti dei mediatori creditizi ad un “amore” sfrenato. Si resero infatti conto che, per aumentare in maniera considerevole l’erogato annuo e battere la concorrenza, avevano la necessità di essere presenti capillarmente sul territorio ed il modo più rapido ed economico era senz’altro convenzionare i mediatori. Iniziarono così a conquistare i piccoli mediatori, poi i gruppetti ed infine i gruppi più corposi, chiedendo a tutti LA PRODUZIONE. La prima domanda che veniva posta in fase di trattativa con la tal Banca o la tal Finanziaria era: caro Dott. Pinco Palla, quanto pensa di erogare con noi quest’anno? E lì il mediatore, che cercava di calcolare quanto avrebbe potuto erogare, grazie a quella convenzione, sparava puntualmente somme irraggiungibili !!! Ma questo era quello che volevano sentire i dirigenti degli Istituti, per poterlo poi portare nei CdA. Come sempre accade, quando la concorrenza aumenta in maniera incontrollata, iniziarono le guerre degli spread e delle provvigioni. Ogni Istituto cercava di conquistarsi il mediatore attirandolo con provvigioni più alte e spread più bassi. Ogni mediatore, vecchio e nuovo, inizio ad indossare più maglie, presentandosi agli stessi istituti una volta come mediatore in proprio, una volta facente parte della tal associazione, un’altra volta convenzionato con il tal altro gruppo, creando confusione e malumori generali. Comunque in questa guerra in cui tutti si alleavano con tutti e tutti cornificavano tutti, si inserisce all’improvviso la tempesta dei mutui SUB PRIME. Dopo i primi momenti di paura, in cui tutti hanno iniziato a leggere quotidianamente i giornali economici per capire quando la tempesta sarebbe arrivata in Italia, si capì che, per fortuna, l’Italia non era coinvolta in pieno, ma sarebbe stata toccata solo dalla coda della tempesta, che si pensava, sarebbe presto finita. Ma ahimè , la tempesta era ben più forte di ogni immaginazione e banche molto più blasonate di tante banche Italiane sono saltate o sono state salvate da cordate per evitare danni ben più gravi. Purtroppo nell’era della globalizzazione , che tanti vantaggi ha portato all’economia mondiale, non è possibile rinchiudersi nel proprio guscio e così l’Italia, se pur di striscio, si è beccata la coda della tempesta che non ha creato di per se tanti danni alle Banche che, con grande stupore di tutti, “non avevano concesso” troppo facilmente mutui alla clientela, ma ha creato un problema di liquidità !!! EBBENE SI. LE NS CARE BANCHE NON HANNO PIU’ SOLDI (potremmo organizzare un Teleton per risolvere il problema !!!). Andando a rinnovare le convenzioni per il 2008 ci sentiamo puntualmente dire: caro Piersanti, il suo gruppo è TROPPO CRESCIUTO ( ma da quando in qua ci si lamenta che un gruppo è troppo cresciuto??), non sappiamo dove reperire liquidità. Le cartolarizzazioni sono praticamente bloccate e noi ... dobbiamo centellinare i nostri fondi !!! Morale: ci garantisca un certo fatturato, magari non più di tanto, ma con una qualità del credito superiore a quella dello scorso anno, con tassi più alti, con l’aggiunta di qualche assicurazione e, chiaramente ... con provvigioni ridotte. Tutto ciò è più facile a dirsi che ad essere messo in atto, perché se le Banche hanno i problemi di liquidità sopra citati, un gruppo come il nostro ha il problema di garantire prodotti competitivi e remunerativi per permettere a tutti gli affiliati MIDAS ed ai convenzionati PRESTIFOR non di sopravvivere, ma di svolgere una professione giustamente remunerativa, che ripaghi dello stress e delle ansie quotidiane. Non è possibile che l'Istituti prima ci ignorino, poi ci osannano ed infine ci tengono nell’angolino. La colpa di tutto ciò è dovuta ad una legge che regolamenta il settore, che fa acqua da tutte le parti. Ci sarebbe necessità di alcune regole e controlli ben precisi che facessero divenire veramente dei professionisti i mediatori creditizi, dando una generosa sfoltita ai moltissimi improvvisati che si gettano ad occhi chiusi in un mercato sempre più complesso.
Personalmente mi metto a disposizione di tutti quei colleghi che abbiano voglia di tutelare maggiormente una professione che potrebbe essere un vero servizio per la clientela.
Fortunatamente il Gruppo Midas è ormai divenuto un gruppo che nessuna finanziaria o banca può disconoscere, quindi per noi la strada, seppur in leggera salita, è sgombera da ostacoli. Sarà così anche per i mediatori singoli o i gruppi minori ?
Gualtiero Piersanti - Presidente Midas
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